L’editorial n. 16 – Abito Oscuro

Che ogni fine sia un inizio, è facile a dirsi. A volte, date alcune particolarissime condizioni, è facile anche convincersene.
Parliamo pure della fine di un amore: spesso assimilata a un vero e proprio lutto, la conclusione di una storia sentimentale, è inutile farsi illusioni, è sempre una disfatta completa su tutti i fronti. A meno che… la fine non coincida perfettamente, spaziotemporalmente, con un nuovo inizio. Spaziotemporalmente: cioè, non nella nostra buona volontà filosofica, ma proprio sul piano brutalmente materiale.
E già, perché non basta immaginare la virtualità iperuranica di una rinascita allo stato di larva, bisogna proprio che si sia già farfalle per accettare che il bozzolo che si è stati costretti a lasciare non è che un passato da lasciarsi alle spalle.
Si capisce che, se queste premesse sono sensate, l’idea della MORTE non ha molte chances di essere considerata davvero un nuovo eccitante inizio.
Benché diverse religioni si impegnino da millenni a convincerci che la fine della vita non solo coincide con l’inizio, ma è la possibilità stessa dell’Inizio, solo raramente gli esseri umani sono persuasi di questo paradosso logico-ontologico-esistenziale – rari casi che si traducono spesso negli atti innanzitutto suicidari, poi terroristici, di cui tanto si parla…ma non divaghiamo.
Di regola, eccetto casi statisticamente irrilevanti, l’impossibilità di trovarsi già concretamente con un piede nella fine e con un piede nell’inizio, per quanto riguarda la fine e l’inizio della VITA (diversamente da quanto accade per la fine di un amore, che nulla impedisce che coincida con l’inizio di un nuovo amore), fa sì che l’essere umano si approcci sempre con un po’ di sospetto alla MORTE.
Se non vi state grattando, da quando avete cominciato a leggere queste pagine diwaliane, almeno una parte del vostro sistema neuronale sta inviando segnali che sembrano andare nella direzione delle più irrazionali superstizioni, anche se siete più storico-materialisti di Karl Marx.

 

Che la lettura vi sia lieve.

 

Diwali – Rivista contaminata

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