InContro – Patrizio Lai

Abbiamo incontrato Patrizio Lai, maestro di yoga e meditazione.
La sua è un’esperienza trentennale che attualmente lo conduce attraverso l’insegnamento dello yoga a bambini ed adulti e la formazione ai futuri docenti. Tra i suoi corsi, è presente quello di campane tibetane attraverso seminari e dimostrazioni pratiche tramite sessioni “sonore”.

LO YOGA È L’ARTE DELL’ANIMA

Un vero artista, ci dice il Maestro Lai, fa arte per esternare una sua emozione ed esigenza interna; così è anche per lo Yoga, in quanto parliamo di due linguaggi entrambi spirituali. Il creare mandala (altra pratica insegnata da Patrizio Lai) costituisce al tempo stesso un’arte ed un atto meditativo. L’arte è inoltre una forma di sessualità più profonda, come lo è anche la musica. Tutti sono linguaggi che affinano la nostra mente ed il nostro corpo, conducendo questi ultimi ad un livello superiore. LE CAMPANE TIBETANE ed il potere della RISONANZA Patrizio Lai si definisce un ricercatore di strumenti che risvegliano l’anima e riconducono al suono primordiale, ad un concetto di pace e pura consapevolezza. Da anni studia il basso che egli considera uno strumento che unisce la parte tribale, ovvero la base ritmica, a quella melodica dando come risultato un senso di profondità attraverso le vibrazioni basse che creano una risonanza. Proprio questo concetto di risonanza, lo ha portato circa quindici anni fa, ad avvicinarsi al gong ed alle campane tibetane.

“La priorità è stata quella di aiutare gli allievi ad entrare in meditazione attraverso il suono. La campana tibetana originaria appunto del Tibet, attraverso la sua particolare lega composta dalla fusione di sette metalli base ognuno legato ad uno dei pianeti del nostro sistema solare (Oro = Sole, Argento = Luna, Mercurio= Mercurio, Rame = Venere, Ferro = Marte, Stagno = Giove, Piombo = Saturno), è strumento che possiede il forte potere di far entrare in meditazione attraverso il suo suono.

Non è tuttavia la tonalità o la nota suonata con questo strumento, la componente importante ma la sua risonanza la quale ha il potere di cambiare la frequenza delle nostre onde cerebrali, rendendole più sottili, stato che si raggiunge appunto, tramite la meditazione. Questa pratica, risale agli sciamani (Bon Po) ed i viaggi astrali che compivano; pratica che ha peraltro delle fondamenta molto più tecniche di quanto ci si possa immaginare, in quanto i “viaggi” sono provocati dalla stimolazione attraverso le vibrazioni della campana, della ghiandola endocrina pineale che quindi viene indotta a secernere e rilasciare, oltre alla melatonina, sostanze neuro trasmettitrici in grado di produrre veri e propri effetti psicotropi. La campana, a seguito di numerosi passaggi attraverso anche la medicina ayurvedica tibetana che curava appunto col suono oltre che con gli elementi naturali, è arrivata dunque ai giorni nostri. Esistono suoni che creano le vibrazioni ed altre che le distruggono. Esistono vibrazioni intonate e vibrazioni dissonanti. Durante la malattia fisica, le nostre cellule non sono accordate tra loro. Sono quindi oggetto di una “disorganizzazione sonora”. Non è quindi da escludere che in un futuro, attraverso l’acquisizione da parte dell’uomo di nuove conoscenze, sarà magari possibile curare patologie anche attraverso il suono, “aggiustando” la dissonanza creatasi nelle cellule del nostro corpo. Il primo ritmo dell’uomo dalla sua nascita comincia infatti proprio dal battito del cuore caratterizzato da una contrazione ed espansione di esso. Conseguentemente, arriva il suono derivato dell’articolazione della parola. La fonetica è dunque un altro aspetto importante della nostra vita. Noi entriamo in comunicazione tra entità, tramite il suono. Quindi la pronuncia di una singola parola, a seconda di come avviene, può avere un effetto negativo o positivo sulla nostra mente. Per questo quando si insegna yoga, è fondamentale fare attenzione anche all’uso delle parole ed al modo in cui esse vengono pronunciate. Secondo il pensiero buddhista la verità che conduce alla Cessazione della Sofferenza è da ricercare nel Nobile Ottuplice Cammino, ovvero: Retta Visione, Retto Risoluzione, Retta Parola, Retta Azione, Retti Mezzi di sussistenza, Retto Sforzo, Retta Consapevolezza, Retta Concentrazione. Quindi anche nella “retta parola” appunto, ovvero l’uso corretto di essa. Per concludere, possiamo quindi affermare che tutto parte dal suono e muore dal suono”. Patrizio Lai

 

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Patrizio Lai è docente e insegnante di yoga e meditazione, referente del dipartimento delle scienze olistiche Aics Yoga Liguria. Musicista olistico attraverso campane tibetane e gong.

https://m.soundcloud.com/patrizio-yoga/ancient-melody

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