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FUTURO ANTERIORE O PRESENTE FUTURIBILE?

 

Se il futuro porta con sé il mistero stuzzicante dell’incognita, il presente traduce naturalmente l’incedere lento e routinario della vita.
Se il tempo che viviamo fissasse inesorabilmente il passato e delineasse le forme per il futuro, ognuno di noi vivrebbe un’esistenza più serena a prevedibile.
Nel flusso costante tra passato-presente-futuro esiste quel nocciolo di supponibile che proviene dalle nostre sensazioni. Il passato influenza le nostre vite che noi rielaboriamo nel presente e, per tale ragione, il passato trasmigra nel futuro per via quasi diretta.
Un bianco e nero psichedelico elabora un filone culturale e artistico che fa del prima di noi una solida base e presupposto su cui fondare il vivere il presente.
Ognuno di noi, come le filosofie orientali ci insegnano, può trasmigrare, reincarnarsi. Dal Samsara alla metempsicosi, un fluire dell’anima che non trova mai una vera fine, nonostante la morte fisica. Un fluire costante oltre i confini del tempo e dello spazio alla ricerca di se stessi al traguardo-futuro che valica ciò che ci sovrasta.

 

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Back to the past per raggiungere il back to the future. Come un monito incessante da urlare nel proprio io e riscattarlo al momento giusto, per vivere su questa terra con cognizione di causa e presenza scenica: hic et nunc su questa terra.
La corrente dello Steampunk, negli ultimi anni, abbraccia non solo la narrativa fantastica e fantascientifica ma si estende come “moda” in ambito vestiario, di arredamento e musicale, proponendo suggestioni dell’epoca vittoriana calate in un contesto cyber quindi futuristico: “come sarebbe stato il passato se il futuro fosse arrivato prima”. Ecco che il passato diventa futuro contestualizzato nel presente.

In tale ambito non si può non parlare di George Méliès, Voyage dans la lune, film muto del 1902, considerato il primo film di fantascienza, di cui si ricorda una delle scene iniziali del film: la navicella spaziale che si schianta sull’occhio della Luna (che presenta un volto umano) entrando, in tal modo, nell’immaginario collettivo e costituendo una delle sequenze più innovative ante litteram che hanno fatto la storia del cinema. La trama: il congresso di astronomi decide di sparare una navicella sulla Luna, a forma di proiettile, e s’imbarcano venendo sparati da un cannone. Mentre un gruppo di ballerine festeggia l’evento (Méliès, quale uomo di spettacolo, ben conosceva l’importanza delle ballerine negli spettacoli d’intrattenimento) il proiettile arriva sulla Luna, conficcandosi direttamente nell’occhio della faccia dell’astro e provocandogli una visibile irritazione. Una volta scesi i viaggiatori incontrano i Seleniti, vengono catturati e presentati al loro Re. Riescono a scappare e ripartono facendo cadere il proiettile verso il basso, verso la Terra (secondo un’intuitiva legge di gravità), cadendo in mare e venendo poi riportata in un porto.

 

La Compagnia Garofoli/Nexus nasce nel 2012 tra l’incontro dell’attrice Laura Garofoli e il regista e performer Nexus. I lavori della compagnia sono incentrati sulla convergenza fra teatro, street-dance e media art con una finalità artistica, educativa e teorica. A partire dal primo spettacolo L’Ombra (selezione Festival della Creatività di Roma  2013), la compagnia produce le performance Break To The Future (Comma festival, Perugia 2012) e ROM (Perepepè festival, Pesaro 2013), e lo spettacolo L come Alice, ispirato ai testi di Carroll, Deleuze e Artaud e presentato al Medientheatre dell’università Humboldt di Berlino. Dal 2014 la compagnia promuove la rassegna teatrale autogestita “Detriti” e in estate porta il suo lavoro nelle strade con Ciak si brekka! e Looking 4 Pinocchio, spettacoli regolarmente invitati a festival di arte di strada. L’ultimo lavoro della compagnia è Giorgio, dove si esplora il rapporto padre-figlio fra parola, performance e ricerca d’archivio.

http://www.garofolinexus.it/break-to-the-future.html

 

NEXUS – Break to the Future – Comma Festival – Perugia 2012

Break to the future, è una performance outdoor di breakdance che si alterna e interagisce a filmati e animazioni video. Catapultato in un mondo distopico privo di umanità il performer compie un “ritorno al futuro” alla scoperta di mondi e soggettività radicalmente differenti e perturbanti.

La compagnia ritiene che il tema del futuro anteriore sia una forma verbale che indica eventi, esperienze e fatti considerati come compiuti, ma che si trovano nell’ambito dell’avvenire. Il futuro anteriore guarda al futuro come se fosse già accaduto.

 

NEXUS – L come Alice – 2013/2015

È uno spettacolo di teatro e video arte tratto dal romanzo “Attraverso lo specchio” di Lewis Carroll e dalla traduzione di Antonin Artaud. In uno scenario steampunk, la nostra Alice intraprende un viaggio fra i milioni di doppi che il suo personaggio ha incarnato nelle epoche. Una rocambolesca serie di situazioni tratte dai capitoli del libro si mescola a suggestive istallazioni video legate all’immaginario della protagonista.

 

Fabrizio Spadini – Futuro anteriore Oilrobots

Artista di Milano. Ha studiato grafica pubblicitaria e dal 1997 collabora con Agenzie di pubblicità come visualizer e illustratore. Dal 2004 collabora con RCS Quotidiani. Ha ideato e curato il progetto “TESTOLIBERO” edito da Franco Cosimo Panini. Dal 2006 lavora come character designer. http://www.fabriziospadini.com/

Nell’intervista che propongo si comprende bene il suo modo di concepire l’arte, secondo il quale le opere pittoriche che celebrano un connubio tra il linguaggio artistico del verismo ottocentesco dei Macchiaioli toscanim ed elementi dell’immaginario giapponese dei cartoni animati, in particolare le serie degli anni ‘70 e ‘80.

 

Roberto Fallani – FUTURO ANTERIORE – Mostra personale – 20 maggio 2014

Artista che ha elaborato, nel corso degli anni, una poliedrica ed originale creatività, soprattutto nella realizzazione di oggetti di arredamento.

“Di qui certe insinuazioni avveniristiche della forma che richiamano una sorta d’archeologia decorativa, di fantastica rivisitazione del moderno degna di “Metropolis” e di Flash Gordon. Il ferro, simbolo dell’era proto-industriale ottocentesca, diventa così per Fallani materiale e insieme metafora di una contemporaneità che “avanza” incontro al passato per ritrovarvi la sua legittimazione estetica; così come il bullone e l’ingranaggio dichiarano la loro falsa vocazione costruttiva e meccanica facendosi elementi plastici assoluti, quasi in una parodia di tutti i funzionalismi possibili. Totems tecnologici, queste “sculture illuminanti” rilanciano in definitiva il primato della bellezza sull’oggetto d’uso, proprio nel momento in cui trasgrediscono il sillogismo del “bello in quanto utile”. Sono macchine di luce, segnali che non possono indicare altro se non l’enigma della forma che, alle soglie del terzo millennio, si è liberata della storia e dei suoi dogmi.” ( Giuliano Serafini)

 

Roberto Fallani – Mostra personale – FienilArte Social Art Gallery – 11 maggio 2016

Video di presentazione dell’artista Roberto Fallani, realizzato appositamente per la personale, in cui affiorano i suoi “meccanismi” futuristici che a guardarli bene sembrano le prime macchine primitive e post-industriali.

 

A conclusione di questo excursus vorrei parlare del grande Maestro H. R. Giger, scomparso di recente.

È stato un pittore, scultore, designer, d’ispirazione surrealista e simbolica, e artista nel campo degli effetti speciali cinematografici, svizzero.
In realtà le ispirazioni partono probabilmente da molto lontano e si può immaginare una linea ideale che, partendo da William Blake, o addirittura dai primi fiamminghi più mistici e surreali come Hieronymus Bosch, arriva fino ai preraffaelliti ed all’arte contemporanea generalmente conosciuta come visionaria. In tutti questi artisti si mescolano un tentativo di realismo esasperato a volte iperrealista spesso di soggetti irreali od onirici, all’affrontare temi trascendenti il mondo fisico, mistici spirituali o psichedelici.
I suoi disegni cupi ed evocativi, vere “fotografie dall’inferno” capaci di mescolare sensualità, irrealtà e orrore, riscuotono un crescente interesse in ambienti trasversali e gli valgono proposte di collaborazione su vari fronti.
Presto l’artista viene notato anche nell’ambiente cinematografico: nel 1978 Ridley Scott decide infatti di contattarlo per il progetto a cui sta lavorando, Alien. Il regista ricorderà sempre il primo incontro con Giger, avvenuto in un parco, all’aperto, in una giornata estiva di pieno sole: Giger si presentò pallido, completamente avvolto in un impermeabile invernale.
Questo filone del futuro anteriore riscopre quel mondo macabro – fantastico che esiste dalla notte dei tempi e che si protrarrà nei secoli a venire.

 

Sara Lombardo

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